Il trattamento conservativo perineale contempla tutti gli interventi terapeutici che non includono il ricorso alla farmacoterapia o alla chirurgia. Il trattamento riabilitativo si basa sulla individuazione dei meccanismi fisiopatologici alla base della disfunzione primitiva vescico-sfintero-perineale. Considerando vescica, uretra e perineo una unità funzionale, il trattamento presuppone una integrità, almeno parziale, degli archi riflessi sacrali, una collaborazione da parte della paziente e un terapeuta/educatore ben addestrato. L’obiettivo della riabilitazione perineale è mirato a mantenere una valida ed attiva funzione muscolare del gruppo dell’elevatore dell’ano al fine di preservare la continenza urinaria, aiutare le strutture fascio-legamentose nella funzione di supporto dei visceri pelvici, permettere una buona attività sessuale e prevenire od attenuare condizioni cliniche quali il dolore cronico pelvi-perineale. Una muscolatura perineale allenata potrebbe essere meno suscettibile alle lesioni e, comunque, sembrerebbe più agevole il suo recupero in virtù di pattern motori già acquisiti.

La rieducazione pelviperineale si prefigge il raggiungimento di 4 obiettivi:

  1. Ginecologico: prevenzione e/o terapia della statica pelvica.
  2. Urologico: prevenzione e/o terapia dell’incontinenza urinaria.
  3. Colonproctologico: prevenzione e recupero della funzione ano-rettale.
  4. Sessuologico: positiva ripercussione sulla quantità e qualità di vita sessuale.

Interessati alla riabilitazione sono i muscoli perineali, in particolare il muscolo elevatore dell’ano principalmente nella sua porzione pubo-coccigea. Alla componenete tonica del muscolo che rappresenta il 95% della massa muscolare è affidata la continenza a riposo, mentre alla componente fasica, che rappresenta solo il 5%, è affidata la continenza sotto sforzo. In condizioni normali e ancora di più sotto sforzo i visceri pelvici non sono sospesi alla fascia endopelvica, ma solo sostenuti dalla stessa grazie all’azione di perfetta integrità funzionale del sistema statico fasciale e dinamico muscolare (muscolo elevatore dell’ano) del pavimento pelvico. Allorquando il sistema dinamico diviene deficitario, per danno diretto o indiretto (neuromuscolare), i visceri pelvici gravano sulla fascia endopelvica.

Il protocollo di trattamento chinesiterapico ha un carattere sequenziale, deve rispettare una sequenza di fasi al fine di ottenere risultati massimali.

L’obiettivo generale è quello di facilitare la presa di coscienza  da parte della paziente dell’attività muscolare perineale, tramite una “corticalizzazione” degli eventi motori di un’area corporea.  Prima dell’attuazione delle fasi sottoelencante è indispensabile, al fine di una buona riuscita del trattamento, di una fase preliminare con adeguata informazione della paziente ed alcune sedute di apprendimento chinesiologico generale. In tale fase la paziente viene informata a proposito della patologia in atto e degli obiettivi del trattamento riabilitativo. Nelle sedute pre-trattamento è fondamentale l’apprendimento di una buona sinergia respiratoria (che consente di lavorare in aerobiosi) e si ottiene insegnando alla paziente tecniche di rilassamento generale  e di concentrazione.

Le fasi sequenziali del programma chinesiterapico pelvi-perineale sono:

  • presa di coscienza della regione perineale e dell’attività muscolare dell’elevatore dell’ano.
  • consensuale eliminazione delle sinergie agoniste ed antagoniste.
  • training muscolare dell’elevatore dell’ano.
  • automatizzazione dell’attività muscolare perineale in concomitanza agli stress dell’attività quotidiana.

FASE 1 E FASE 2: PRESA DI COSCIENZA E ELIMINAZIONE DELLE SINERGIE

Questa fase è forse la più delicata dell’intero programma terapeutico, in quanto da essa dipende in gran parte il risultato terapeutico complessivo. In questa fase ci si avvale di tutte le tecniche rieducative neuromotorie utilizzate per attivare il sistema nervoso centrale e per provocare per via riflessa, un adeguata attività muscolare volontaria realizzando una programmazione sensitivo-motoria.

FASE 3: TRAINING MUSCOLARE PERINEALE

Il training muscolare perineale è indirizzato ai fasci pubococcigei del muscolo elevatore dell’ano, utilizza il lavoro attivo ed attivo-assistito contro resistenza tende a togliere le tensioni muscolari utilizzando tecniche di stiramento,  a incrementare la forza, la resistenza allo sforzo, la velocità di accorciamento, e ne modifica l’estensibilità e l’elasticità.

FASE 4: AUTOMATIZZAZIONE DELL’ATTIVITA’ MUSCOLARE PERINEALE DURANTE LE ATTIVITA’ DELLA VITA QUOTIDIANA

In questa fase si attuano esercizi in cui le attività motorie perineali si integrano in schemi di lavoro che prevedono la contemporanea attivazione della muscolatura agonista (adduttoria, glutea) ed antagonista (addominali). Per effettuare questo tipo di esercizi è indispensabile il raggiungimento di un elevato grado di integrazione corticale che permetta di associare-dissociare con relativa facilità l’attività dei sopracitati gruppi muscolari.