Un’ anamnesi e un esame obiettivo accurati sono indispensabili per la valutazione delle affezioni proctologiche e colorettali. Deve essere chiaro, però, che una corretta diagnosi non può essere fatta unicamente con il solo esame obiettivo. La valutazione clinica deve essere seguita da studi funzionali, indagini radiologiche e bioptiche.

Come in tutti gli altri esami obiettivi, le tappe procedurali dovrebbero essere condotte sistematicamente. L’ispezione del perineo, l’esplorazione rettale debbono far parte di ogni buon esame clinico. Un corretto e puntiglioso esame anamnestico e clinico permette in gran parte dei casi di indirizzare il sospetto diagnostico verso una ristretta cerchia di patologie, sospetto che potrà essere confermato o meno dai reperti che emergeranno nel corso della visita o da eventuali esami strumentali eseguiti in un secondo momento. Un requisito indispensabile per ottenere un risultato pieno dall’esame obiettivo di questa regione è che il paziente si senta rassicurato e rilassato e che si trovi in una posizione confortevole. I pazienti sono spesso nervosi e tesi durante l’esame obiettivo. Dovrebbero venire adeguatamente informati sulla natura dell’esame, durante il quale saranno messi sempre al corrente di tutto ciò che si sta facendo.

Un corretto posizionamento del paziente è di rilevante importanza sia per il paziente sia per il medico. Il paziente, in genere, è posto in decubito laterale sinistro (Posizione di Sim) con le anche e le ginocchia flesse. L’esame clinico è sempre completato dall’effettuazione di un’anoscopia e di una rettosigmoidoscopia.

L’anoscopia permette di valutare il canale anale, dando informazioni molto preziose sulla diagnosi. Lo strumento, ben lubrificato, viene introdotto nel canale anale e permette di esplorare la mucosa rettale bassa evidenziandone ll colore, la fragilità, lo spessore, la presenza o meno di lesioni emorragiche, o di lesioni tumorali basse. Inoltre evidenzia l’origine di eventuali gemizi purulenti. L’anoscopio viene, quindi, estratto progressivamente, illuminando in successione la zona emorroidaria interna, la linea pettinata e la sottostante parte del canale anale. L’anoscopio ha inoltre un valore terapeutico, in quanto serve come guida all’esecuzione della fotocoagulazione, della scleroterapia ed anche della crioterapia.Successivamente si passerà all’effettuazione della rettosigmoidoscopia che permette di valutare gli ultimi 15-18 cm dell’apparato digerente, consentendoci di effettuare anche prelievi bioptici nel caso se ne ravvisasse la necessità.

Le controindicazioni sono rappresentate dai pazienti che non collaborano e dai pazienti affetti da malattie infiammatorie intestinali acute come ad esempio la colite ulcerosa fulminante, il megacolon tossico e la diverticolite acuta. Particolari cautele devono essere impiegate quando si esaminano pazienti affetti da scompenso cardiaco e infarto miocardico acuto. Le complicazioni, possibili solo ed esclusivamente dopo rettosigmoidoscopia, sono estremamente rare. Si stima un caso ogni 20.000 esame. Le situazioni più comuni sono le perforazioni o i sanguinamenti dopo prelievi bioptici.

Le motivazioni che conducono il paziente affetto da patologie ano-rettali dal medico sono principalmente il sanguinamento e il dolore anale, accompagnate o meno da altri segni e sintomi, meno frequenti, ma non certo meno importanti. Alcune volte, vengono richieste, per chiarire il quesito diagnostico, alcune indagini strumentali.

In questa sezione è possibile avere delle informazioni sui principali esami che più frequentemente vengono richiesti. Si è cercato di precisare le indicazioni, nonché gli svantaggi di ciascuna metodica. Resta inteso che si tratta di indagini la cui prescrizione viene fatta dopo un’accurata valutazione specialistica.