Le algie anorettali costituiscono un capitolo particolarmente complesso: riguarda malati che soffrono in continuazione da tempo, angosciati per le troppo numerose indagini soventi inutili, ai quali nessun trattamento da sollievo. Il quadro clinico, sovente impreciso, che spesso maschera un profilo depressivo, spiega le difficoltà di interpretazione. Il 50% dei pazienti, che si reca dal medico per motivi proctologici, lo fa perché spinto dal dolore. Il quale può avere una causa organica oppure può anche non avere alcuna causa.

Le differenti varietà di dolore anale possono essere suddivise in quattro quadri clinici: proctalgie fugaci, coccialgie, nevralgie anorettali e psicoalgie. Le forme cliniche possono essere isolate o associate tra loro, simultaneamente o successivamente.

 

Proctalgia fugace

 

Il dolore è profondo, sempre rettale e mai anale, di tipo crampiforme o di estrema tensione. E’ caratterizzato dall’improvvisa comparsa, dall’orario perlopiù notturno, dalla breve durata e dall’intensità che può essere elevata.

L’esame obiettivo è completamente negativo. L’etiologia è imprecisa.

All’origine di questa sintomatologia si è imputato uno spasmo vascolare, che realizza un vero e proprio angor rettale, donde l’azione benefica della trinitrina.

La scomparsa del dolore è spontanea e rapida. Il malato tende ad assumere posizione antalgiche ed effettua delle manovre su perineo che alleviano il dolore. Talvolta sono utili anche semicupi di camomilla con l’acqua calda.

 

Coccialgia

 

Il termine coccialgia si distingue dalla coccigodinia in quanto questa ultima va riservata alle affezioni organiche del coccige che determinano dolore.

La sindrome dolorosa sovente è imprecisa, poco intensa e talora esacerbata dalla defecazione, viene scatenata o favorita dalla stazione eretta e soprattutto dalla posizione seduta prolungata.

Viene messa in evidenza con la palpazione bimanuale sistematica, esplorazione rettale associata alla palpazione esterna, risvegliando il dolore alla pressione sull’interlinea sacrococcigea. Potrebbe essere secondaria  a vecchi traumi della regione.

 

Nevralgia anorettale

 

E’ la sindrome più frequente. Il dolore è caratteristico per l’imprecisione, sia anale che rettale, profondo o superficiale, poco intenso, sordo. L’esame obiettivo è completamente negativo. In più di un terzo dei casi esiste una pregressa patologia ginecologica.

Particolarmente patognomonico è il profilo psicologico di questi pazienti che rende la prognosi sfavorevole. Si tratta spesso di soggetti molto ansiosi ed ipocondriaci.

 

Psicoalgia

 

Il malato focalizza a livello dell’ano tutta la propria morbilità ossessiva, ma è difficile dire se ci sia un substrato anorettale.

L’approccio terapeutico deve essere personalizzato. La cosa più importante è eliminare il dolore. Vanno somministrati analgesici periferici (paracetamolo, aspirina) ad orari fissi ed intervalli regolari. Utili anche i complessi vitaminici del gruppo B, il magnesio ed il calcio.

Un ruolo importante nel protocollo terapeutico di questi pazienti è rivestito dalla fisioterapia allo scopo di ottenere dal malato un miglior atteggiamento posturale. Altri provvedimenti diagnostici come la laserterapia, l’elettroterapia e la fisioterapia intracanalare completano l’approccio fisioterapico.

Un ruolo importante è rivestito dall’approccio psioterapico.

In alcuni pazienti, nonostante tutti i tentativi terapeutici, non si riesce a risolvere la sintomatologia dolorosa. In questi casi possono essere utili gli antidepressivi che svolgono una duplice azione, antidepressiva ed analgesica. Il trattamento dovrà essere continuato per molti mesi senza interruzione e senza il parere del Curante