La stenosi anale può essere congenita o acquisita. Le forme congenite sono rare e comprendono l’atresia anale e la malattia di Hirschsprung.

Le stenosi anali acquisite in genere seguono flogosi di tipo aspecifico in seguito a ragade, ascessi e dermatite.

Le affezioni infiammatorie specifiche, coma la malattia di Crohn, la colite ulcerosa, il linfogranuloma venereo, la sifilide sono cause meno frequenti. Le stenosi anali di questo tipo sono meno rigide e raramente richiedono un trattamento chirurgico.

Una interessante forma acquisita di stenosi anale è quella che talvolta si osserva in soggetti anziani che hanno avuto diarrea cronica oi quali, dopo un uso prolungato di olio di vasellina, presentano un “ano da vasellina”. La stenosi interessa l’anoderma e lo sfintere interno, mentre quello esterno spesso è indebolito. Per questa ultima ragione, ogni intervento che tende a correggere il problema deve essere limitato a una cauta dilatazione o a una sfinterotomia minima, altrimenti vi è il rischio di determinare incontinenza fecale.

La causa più comune di stenosi anale è rappresentata dagli esiti di una emorroidectomia eccessivamente radicale che denuda ampie aree di anoderma e di mucosa rettale emorroidaria facente parte del rivestimento del canale anale. L’ampia perdita di epitelio porta alla formazione di tessuto cicatriziale e una stenosi cronica graduale; l’ano risulta meno elastico quando viene esaminato, e alla defecazione non si dilata sufficientemente, causando disturbi notevoli.

La possibilità di tale condizione va presa in considerazione, specie quando i pazienti lamentano dolore persistente e disturbi più di 4 settimane dopo l’intervento. Si può manifestar sotto forma di fissurazioni uniche o multiple. Questi pazienti vanno trattati con la dilatazione anale manuale graduale, che va insegnata al paziente. Le dilatazioni possono essere sospese solo quando il chirurgo è soddisfatto e l’ano accoglie un dilatatore grande senza difficoltà. Le dilatazioni comunque vanno proseguite per mesi e comunque sempre prima di effettuare un intervento chirurgico.